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ISOLA D'ELBA, GIGLIO e CAPRAIA |
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LE
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GIANNUTRI
Se siete disposti a rinunciare alla confusione, al
trambusto del divertimento organizzato a misura di turista e
alla mondanità, potrete godervi le bellezze naturalistiche del
parco marino di Giannutri, che per la trasparenza e varietà
dei suoi fondali è uno dei luoghi in assoluto più ambiti dagli
appassionati di immersioni. E se non siete pratici con bombole
e boccagli vi potrete rilassare in una delle oasi vergini dell'Arcipelago
Toscano mentre i vostri figli giocano liberi in mezzo alle poche
strade dell'isola, dove le auto non possono circolare. Giannutri
è la più meridionale delle isole toscane, una piccola falce
di luna calcarea che emerge dalle acque con coste alte e rocciose.
Velisti e poeti, innamorati in caccia di calette da sogno, fotografi,
ornitologi e sub appassionati da sempre frequentano la terra
di Giannutri che, nonostante siano spuntate alcune ville di
privati tra Cala Maestra e Cala dello Spalmatoio, conserva ancora
il fascino suggestivo del luogo selvaggio e incontaminato. |
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Cala dello Spalmatoio e Cala Maestra, così chiamata perché qui
spira il vento di maestrale, sono gli unici due punti della
costa di Giannutri dove è consentito l'attracco alle barche
a motore e proprio dietro alla seconda di queste insenature
si offre allo sguardo dei visitatori uno dei più importanti
siti archeologici di tutto l'Arcipelago, la Villa di Domizio
Enobarbo. La gens romana degli Enobarbi elesse Giannutri a meta
privilegiata dei suoi ozi e realizzò questa splendida villa
portata alla luce nell'Ottocento: i resti della residenza romana
lasciano intuire l'esistenza di magazzini,
stanze residenziali e servili, terme sontuose, cisterne per
l'approvvigionamento idrico e un grande belvedere affacciato
sul mare. A testimoniare l'eleganza maestosa della villa restano
frammenti di mosaici, stucchi e marmi che decoravano questa
come le altre ville dei romani adibite all'otium. E a distanza
di secoli a Giannutri si respira ancora quell'aria serena e
distesa che purtroppo i comuni mortali possono oggi concedersi
soltanto in vacanza. Dell'antico porto romano di Cala Spalmatoio
purtroppo non è rimasto quasi niente, poiché la speculazione
edilizia esplosa negli anni Sessanta e Settanta ha soffocato
tutto sotto il cemento, mentre sprigionano grande fascino i
"Grottoni", una serie di cavità e spaccature aperte dal mare
e dal vento nei pressi della Punta di Capel Rosso. Passeggiando
lungo le pendici del colle omonimo e di Poggio del Cannone si
intravedono immersi nella macchia i resti di antichi santuari
eretti in onore di Diana, alla quale l'isola vene dedicata dai
romani in ragione della forma a falce di luna. Il nomignolo
di "Isola dei gabbiani" deriva dalla presenza di numerose colonie
di gabbiani reali che, come i rondoni pallidi, guadagnano le
sue coste per riposarsi durante le migrazioni e riprodursi.
Ma l'avifauna di Giannutri, talmente ricca da farne una mecca
per i bird watchers, annovera anche l'occhiocotto dal caratteristico
anello rosso attorno all'occhio che con lo scricciolo, la passera
d'Italia, il verdone e il cardellino forma la popolazione stanziale
dell'isola. Sulle falesie meridionali di Giannutri nidifica
anche uno dei più veloci falconidi d'Europa, il Falco pellegrino
che nelle sue incredibili picchiate raggiunge anche la velocità
di 250 chilometri orari. Negli anfratti della macchia mediterranea
si attorciglia anche il biacco, un colubro assolutamente innocuo
anche se le sue dimensioni possono destare un po' di suggestione,
visto che può raggiungere i due metri di lunghezza. A Giannutri
non esistono
anfibi, ma la famiglia dei rettili è presente, oltre che con
il biacco, con le comuni lucertole di campagna, le tarantole
e i gechi, specie prevalentemente notturne ed assolutamente
pacifiche e non velenose. I fondali di Giannutri sono difficili
da descrivere, tale è la loro bellezza e tanto varie la flora
e la fauna che vi trovano alloggio: il calcare che costituisce
i fondali con le sue grotte e cavità, con gli anfratti e i crolli
periodici, permette ad un'incredibile moltitudine di specie
animali e vegetali di trovare un rifugio sicuro. Le misure di
tutela previste dall'Ente Parco ne fanno poi un baluardo per
la sopravvivenza di molte specie minacciate o a rischio d'estinzione.
Rare patelle, ricci, anemoni, polpi e pomodori di mare popolano
il piano infralitorale attorniati da banchi di occhiate e donzelle.
Spingendosi più giù nelle profondità delle acque si incontreranno
praterie di posidonie, le piante marine più importanti e minacciate
dell'intero Mediterraneo che arrivano a produrre 14 litri di
ossigeno al giorno, tra le cui propaggini si nascondono scorfani,
ricci di prateria, seppie ed anche gli splendidi e purtroppo
rari cavallucci marini. Guadagnando il coralligeno si trovano
madrepore, spugne, gorgonie rosse e gialle, il falso corallo
nero e dalle tane fanno capolino murene, gronghi e aragoste.
Intorno si aggirano banchi di barracuda, sui fondali giacciono
le stelle di mare e i rarissimi tritoni, e le cernie, la cui
sopravvivenza è fortemente minacciata in tutto il Mediterraneo,
trovano qui un angolo per la salvezza.
I più fortunati potranno avere l'occasione di fare un incontro
straordinario, quello con le balenottere minori o con un giocoso
gruppo di delfini, testimoni di come le intelligenti politiche
di salvaguardia dell' habitat possano realmente servire a conservare
quelle meraviglie naturali che sempre più spesso si sacrificano
sugli altari del profitto e della modernità. A Giannutri solo
Cala Spalmatoio e Cala Maestra permettono l'approdo, non esistono
alberghi, ma solo un centinaio di piccoli appartamenti che si
possono affittare e che comunque rimangono destinati solo ai
veri amanti della natura, a quanti sapranno muoversi con coscienza
e rispetto in questo angolo di paradiso, senza deturparne il
volto magari per portarsi a casa una spugna o un pezzo di coralligeno
da mettere come soprammobile in salotto.
Foto gentilmente concesse da David Ricci e Francesco Massimo
Pozzi
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